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	<title>Senza categoria Archives - Pizzeria Borghetto Santa Caterina</title>
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		<title>Inverno in arrivo: ecco le nostre pizze stagionali</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jun 2019 10:48:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con le piogge degli ultimi giorni, sembra proprio che l’inverno sia in procinto di avvicinarsi. Ma oltre al cattivo tempo, questa stagione porta con sé anche<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con le piogge degli ultimi giorni, sembra proprio che
l’inverno sia in procinto di avvicinarsi. Ma oltre al cattivo tempo, questa
stagione porta con sé anche qualcosa di buono, anzi, di buonissimo: parliamo di
alcuni <strong>prodotti tipici del periodo. Delizie che potete ritrovare anche nelle
nostre pizze stagionali!</strong></p>



<p>Il nostro obiettivo è sempre orientato alla qualità. KM 0,
stagionalità e genuinità delle <strong>materie prime</strong> sono i pilastri che
contraddistinguono la nostra cucina. E il menù parla, in tal senso.</p>



<p>Le nostre scelte invernali hanno caratteristiche e
ingredienti ben specifici e selezionati, in linea con il clima e i suoi
mutamenti: <strong>carciofi, funghi e salsiccia</strong> sono le tre punte di diamante delle
pizze su cui puntiamo adesso.</p>



<p>La varietà Catanese del <strong>carciofo</strong> è una delle più
diffuse in Italia, nonché una delle più saporite. L’inverno mite, tipico delle
nostre zone, è particolarmente favorevole alla sua crescita spontanea. Il
carciofo è ricco di ferro ma non di calorie, ed è particolarmente consigliato
nelle diete a causa del notevole contenuto di sali minerali (come calcio,
fosforo, sodio e potassio), oltre che alcune vitamine (A, B1, B2 e C). Il
carciofo è il protagonista della <strong>nostra
pizza stagionale TUTTA CARCIOFI</strong> preparata con crema di carciofi, fior di
latte, parmigiano, scamorza affumicata a crudo, cuore di carciofo alla romana,
spolverata di prezzemolo, pepe rosa in grani, olio extra vergine di oliva. Una raffinatissima
delizia!</p>



<p>Ma l’autunno e, in parte anche l’inverno, ha decisamente un
re: il fungo. Considerato da molti come un ingrediente imprescindibile per la
pizza perfetta , ideale da unire ad un salume o ad altre verdure di stagione, &nbsp;ha <strong>proprietà </strong>che variano da specie a specie. I funghi potenziano le difese
immunitarie (fondamentali con il cambiamento delle temperature), contrastano il
colesterolo cattivo ed esplicano una funzione protettiva nei confronti del
cuore. In una parola, fondamentali. In due, fondamentali e deliziosi. Come <strong>la nostra pizza SÜDTIROL</strong> fatta con
crema di funghi misti, porcini, fior di latte, speck del Südtirol, sfoglie di
parmigiano a crudo, olio extra vergine di oliva.</p>



<p>Infine, non è possibile rinunciare alla <strong>salsiccia</strong>,
specialmente per tutti coloro che necessitano di un <strong>sapore</strong> <strong>forte</strong>
e distintivo all’interno della propria pizza. Per noi siciliani, si tratta di
una vera e propria istituzione, e va da sé che la sua qualità sia di livello
elevato. Provala nella <strong>nostra pizza
stagionale SAN PIETRO</strong> con salsiccia fresca clarentina, porcini, fior di
latte, scamorza, scaglie di parmigiano, olio extra vergine di oliva.</p>



<p>Buon appetito!</p>
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		<title>Perché la pizza a volte non è digeribile?</title>
		<link>https://pizzeriailborghetto.it/perche-la-pizza-a-volte-non-e-digeribile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[master]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 07:55:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sicuramente è capitato almeno una volta a tutti di non digerire una pizza, o di doversi alzare per andare a bere. Le motivazioni possono essere molteplici,<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sicuramente è capitato almeno una volta a tutti di non <strong>digerire</strong>
una pizza, o di doversi alzare per andare a bere. Le motivazioni possono essere
molteplici, ma la prima è sicuramente da rintracciare nella <strong>preparazione</strong>.
Infatti, sempre più spesso mangiamo pizze preparate con <strong>farine</strong> troppo
ricche di proteine, glutine, amido resistenti o additivi. Queste vengono usate
soprattutto per esigenze di conservazione e lavorazione, piuttosto che per la
salvaguardia dell’intestino di chi andrà a mangiarle. </p>



<p>Se il tempo di lievitazione e maturazione non è adeguato,
durante la cottura ad alte temperature avviene la <strong>reazione di Maillard</strong>,
che si ha quando il glucosio si unisce ad un aminoacido presente nelle proteine
della farina. In sostanza, ciò che si viene a formare durante questo processo (<strong>proteine
“glicate”</strong>) attacca le pareti intestinali. </p>



<p><strong>L’amido resistente</strong>, chiamato così perché non digerito
nell’intestino tenue, viene portato a livello del colon, dove miliardi di
batteri lo assimilano provocando disturbi intestinali e la relativa sete. Se
l’impasto non ha raggiunto il tempo di <strong>maturazione</strong> adeguato, il lavoro
dovrà essere completato nel nostro apparato digerente, dove necessitano di
acqua per completare il processo.</p>



<p>Una pizza salubre e di qualità viene considerata tale quindi
non solo a causa delle farine usate, ma anche dal tempo di
lievitazione/maturazione e dalle temperature di cottura, oltre che dagli
ingredienti utilizzati per farcire la pizza stessa.</p>



<p>Vieni da noi a provare una buona pizza.</p>
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		<title>Pizza e drink: gli abbinamenti migliori</title>
		<link>https://pizzeriailborghetto.it/pizza-e-drink-gli-abbinamenti-migliori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[master]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 07:56:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non si può mangiare bene senza bere bene. Una buona pizza va accompagnata da una bevanda della stessa qualità. Ma cosa scegliere? L’abbinamento pizza e birra<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non si può mangiare bene senza bere bene.</strong> Una buona pizza va accompagnata da una bevanda della stessa qualità. Ma cosa scegliere?<br />
<strong>L’abbinamento pizza e birra è un grande classico per molti italiani,</strong> irrinunciabile fin dalla notte dei tempi. La nostra carta di birre artigianali prevede bionde, rosse, chiare, doppio malto e persino birre con Nerello Mascalese direttamente da un birrificio locale, un’eccellenza che si trova ai piedi dell’Etna. <strong>Ma come scegliere quella giusta?</strong><br />
Con una <strong>pizza Margherita</strong> l’ideale è <strong>una birra di frumento a bassa fermentazione</strong>, mediamente alcolica, in grado di accompagnare bene l’acidità del pomodoro e le note grasse del formaggio.<br />
<strong>Una pizza con i salumi è perfetta con birre dall’aroma forte, ad alta fermentazione</strong> e con un grado alcolico medio alto, perfetti per sostenere la sapidità dei sapori.<br />
Infine, <strong>per una pizza ai formaggi, meglio optare una birra robusta e alcolica</strong> come una doppio malto.<br />
E il vino? Anche questo è ormai considerato un eccellente abbinamento con la pizza persino dai “puristi”, ma anche in questo caso è la scelta giusta a fare la differenza.<br />
<strong>Per una pizza rossa meglio scegliere un vino rosato o un bianco secco e armonico.</strong> Vini molto acidi o troppo attenuati come i rossi tannici non vanno bene.<br />
<strong>Per una pizza bianca o ai formaggi, invece, meglio optare per un un vino fresco e leggero, magari anche una bollicina,</strong> che sia in grado di ripulire il palato e bilanciare la presenza grassa dei formaggi senza coprire ma anzi esaltando il gusto.</p>
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		<title>Betterbox, il primo cartone della pizza ecosostenibile</title>
		<link>https://pizzeriailborghetto.it/betterbox-il-primo-cartone-della-pizza-ecosostenibile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[reattiva]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 14:43:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sapete cos’hanno in comune birra e pizza? Non soltanto buone cene e divertimento in compagnia. La parola chiave è “Betterbox”, il primo cartone per la pizza<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sapete cos’hanno in comune <strong>birra</strong> e <strong>pizza</strong>? Non soltanto buone cene e divertimento in compagnia. La parola chiave è “<strong>Betterbox</strong>”, il <strong>primo cartone per la pizza 100% compostabile</strong>, realizzato con gli <strong>scarti di produzione della birra</strong>.</p>
<p>Il <strong>progetto di Carlsberg</strong> – nato da un’idea di <strong>M&amp;C Saatchi</strong> – rappresenta una vera e propria novità in tema di <strong>sostenibilità ambientale</strong>.</p>
<p>Poche persone, infatti, sono a conoscenza che i <strong>cartoni della pizza</strong> sporchi non possono essere riciclati con la <strong>carta</strong>, producendo quindi una gran quantità di rifiuti. Basti pensare che sono oltre <strong>2 milioni</strong> le pizze da asporto consegnate ogni giorno. L’equivalente – addirittura – di pile di rifiuti alte oltre due <strong>Empire State Building</strong>!</p>
<p>Come ha spiegato <strong>Serena Savoca</strong> (Marketing Manager di <a href="https://www.carlsbergitalia.it/">Carlsberg Italia</a>) all’agenzia di stampa <a href="https://www.adnkronos.com/sostenibilita/csr/2019/10/17/cartone-della-pizza-con-gli-scarti-della-produzione-della-birra_8A16KoZoHTHQuJuzY0KPsJ.html">Adnkronos</a>, gli <strong>scarti di produzione della birra</strong> rappresentano – invece – ottimi materiali per la realizzazione dei <strong>contenitori della pizza</strong>, attraverso una miscela composta da lievito, orzo e agenti naturali e successiva essiccazione dell’impasto.</p>
<p><strong>Betterbox</strong> è il <strong>packaging innovativo</strong> che promuove la <strong>sostenibilità</strong> e – in un periodo storico nel quale il tema della crisi ambientale è all’ordine del giorno – l’idea di <strong>Carlsberg</strong> e <strong>M&amp;C Saatchi</strong> è un invito a scegliere un atteggiamento sostenibile anche a tavola, con piccoli gesti quotidiani che – però – possono fare la differenza.</p>
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		<title>Impasti per pizza: ecco cosa la rende davvero unica</title>
		<link>https://pizzeriailborghetto.it/le-diverse-tipologie-di-impasti-per-pizza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[reattiva]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 15:23:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono gli elementi che rendono davvero gustosa una pizza? Non è necessario sbizzarrirsi con ingredienti strambi, l’importante è porre l’attenzione sui fondamentali: acqua, farina, lievito<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quali sono gli elementi che rendono davvero gustosa una <strong>pizza</strong>? Non è necessario sbizzarrirsi con ingredienti strambi, l’importante è porre l’attenzione sui fondamentali: acqua, farina, lievito e sale.</p>
<p>La <strong>farina della pizza</strong>, ad esempio, è in grado di stravolgere il gusto della pizza e donarle, inoltre, caratteristiche uniche. A volte – infatti – capita che la causa di <a href="https://pizzeriailborghetto.it/perche-la-pizza-a-volte-non-e-digeribile/">non digeribilità della pizza</a> sia dovuta proprio alle <strong>tipologie di farine</strong> utilizzate, piene di amido e additivi.</p>
<p>Vediamo, adesso, quali sono gli <strong>impasti per pizza</strong> più utilizzati.</p>
<h2><strong>Impasto di kamut</strong></h2>
<p>L’<strong>impasto di kamut </strong>prende il suo nome dalla regione medio-orientale <strong>Khorasan</strong>, dove è tuttora coltivato.</p>
<p>Simile al grano duro, il <strong>kamut </strong>è molto resistente, contiene una buona dose di <strong>proteine</strong>, selenio, magnesio, zinco e vitamina E.</p>
<p>Essendo – quindi – molto energetico, è particolarmente adatto a <strong>bambini e sportivi</strong>; non è invece consigliati per i celiaci, poiché contenente <strong>glutine</strong>.</p>
<h2><strong>Impasto ai 5 cereali</strong></h2>
<p>L’<strong>impasto ai 5 cereali </strong>viene – generalmente – realizzato con mix di farine a base di <strong>farina di grano tenero</strong>, dove vengono poi aggiunte piccole dosi di farina integrale e cereali come – ad esempio –l’<strong>orzo </strong>e il <strong>farro</strong>.</p>
<p>L’<strong>impasto ai 5 cereali </strong>ha la capacità di apportare non solo <strong>sapore alle pizze</strong> ma anche ottimi <strong>valori nutrizionali</strong>, poiché contiene un’ingente quantità di <strong>fibre</strong> ed è <strong>altamente digeribile</strong>.</p>
<p>Si presta bene – inoltre – ad essere utilizzato con farciture di salumi, formaggi e verdure.</p>
<h2><strong>Impasto con farina integrale</strong></h2>
<p>L’<strong>impasto con farina integrale </strong>è dotato di tutte le <strong>sostanze nutritive della materia prima</strong>, ecco perché – possedendo una gran quantità di valori nutrizionali, bilanciati dalla presenza dell’amido – viene spesso consigliato nelle <strong>diete alimentari</strong>.</p>
<p>Il <strong>chicco del grano</strong>, infatti, viene interamente utilizzato e – a differenza della farina 00 – conserva la <strong>crusca</strong>, donando un notevole <strong>apporto di fibre</strong>.</p>
<p>L’<strong>impasto con farina integrale </strong>– inoltre – ha la capacità di ridurre l’<strong>assorbimento di colesterolo</strong>, grassi e sostanze cancerogene.</p>
<p>La consistenza dell’<strong>impasto con farina integrale </strong>è granulosa e alquanto grezza, caratteristiche dovute alla parziale assenza di raffinazione.</p>
<p>E voi avete mai assaggiato le nostre <strong>pizze con panetto integrale di farine biologiche</strong>, altamente digeribili?</p>
<p>Se non lo avete ancora fatto, vi invitiamo a scoprirle alla <strong>Pizzeria Borghetto Santa Caterina</strong> in Viale XX Settembre 62 a Catania!</p>
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		<title>La mandorla pizzuta di Avola</title>
		<link>https://pizzeriailborghetto.it/la-mandorla-pizzuta-di-avola/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[reattiva]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2019 09:58:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le più buone, pregiate e rinomate mandorle italiane, la mandorla pizzuta di Avola – a sud di Siracusa – rappresenta uno degli ingredienti di qualità<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le più <strong>buone</strong>, <strong>pregiate</strong> e <strong>rinomate mandorle italiane</strong>, la <strong>mandorla pizzuta di Avola</strong> – a sud di Siracusa – rappresenta uno degli <strong>ingredienti di qualità</strong> utilizzati per le nostre <strong>specialità gastronomiche</strong>!</p>
<p>Il <strong>frutto della mandorla</strong> – in generale – ha una <strong>storia millenaria</strong>: basti pensare che le sue origini sono da collocare addirittura alla <strong>mitologia greca</strong>, con riferimenti alla pianta anche nelle <strong>Sacre Scritture</strong>.</p>
<p>Tornando ai giorni d’oggi, le <strong>mandorle pizzute di Avola</strong> risultano mature verso la fine del mese di luglio e vengono tipicamente raccolte a mano dopo la cosiddetta <strong>bacchiatura</strong> (il processo di lavorazione delle <strong>mandorle</strong>, appunto, che unisce le antiche conoscenze e le moderne tecnologie per un <strong>prodotto di alta qualità</strong>).</p>
<p>La <strong>mandorla pizzuta di Avola</strong> viene, dunque, definita la “<strong>mandorla perfetta</strong>”.</p>
<p>Si contraddistingue – infatti – per le sue <strong>note aromatiche</strong> e, al tempo stesso, <strong>delicate</strong>.</p>
<p>La forma della<strong> mandorla pizzuta di Avola</strong> è quella di un’ellisse piatta con una piccola puntina elegante. Possiede, poi, dei pori sul guscio e i suoi grandi semi sono omogenei, rugosi e dal color cuoio.</p>
<p>Si differenzia – inoltre – dalle altre due mandorle tipiche del territorio, insieme alle quali costituisce le “<em>tre cultivar</em>”: la <strong>mandorla Fascionello</strong>, che risulta più dolce, e la <strong>mandorla Romana</strong>, dalla forma più irregolare.</p>
<p>Le <strong>proprietà delle mandorle</strong> – come sappiamo – sono diverse: ricche di <strong>antiossidanti naturali</strong> (come i polifenoli) e di <strong>acidi grassi insaturi</strong>, le <strong>mandorle</strong> aiutano a ridurre i livelli di cattivo colesterolo all’interno del sangue.</p>
<p>Le <strong>mandorle pizzute di Avola</strong> contengono circa tre volte di più queste proprietà, inserendosi nel novero dei veri e propri <strong>prodotti d’eccellenza</strong>!</p>
<p>Volete scoprire quali <strong>specialità gastronomiche</strong> arricchiamo con la <strong>mandorla pizzuta di Avola</strong>? Venite a trovarci alla <strong>Pizzeria Il Borghetto</strong> <strong>Santa Caterina</strong> in <strong>Viale XX Settembre 62</strong> (a Catania) e saremo lieti di svelarvi qualche nostro piccolo segreto in cucina!</p>
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		<title>“La Città in festa”, il Capodanno a Catania</title>
		<link>https://pizzeriailborghetto.it/la-citta-in-festa-il-capodanno-a-catania/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[reattiva]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2019 10:14:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catania si posiziona al secondo posto tra le mete preferite del turismo internazionale durante il periodo natalizio. Questo è quanto emerge dall’indagine condotta da eDreams, che<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Catania</strong> si posiziona al secondo posto tra le <a href="https://style.corriere.it/lifestyle/viaggi/le-citta-preferite-per-natale-e-capodanno/?refresh_ce-cp">mete preferite del turismo internazionale</a> durante il <strong>periodo natalizio</strong>. Questo è quanto emerge dall’indagine condotta da <strong>eDreams</strong>, che vede <strong>Londra </strong>al primo posto e <strong>New York </strong>al terzo!</p>
<p>La nostra stupenda città, infatti, si sta preparando ad ospitare i numerosi turisti che – mai come in questo periodo – potranno godere delle <strong>bellezze di Catania</strong>: specialità gastronomiche, opere d’arte, eventi di ogni genere!</p>
<p>Il <strong>sindaco Pogliese</strong>, durante la <strong>conferenza stampa</strong> de “<strong>La Città in festa</strong>” ha così commentato la presentazione del Capodanno 2020 a Catania: “<em>Siamo orgogliosi di presentare un programma di eventi straordinario, che mi auguro possa superare i riscontri registrati lo scorso anno con 25 mila presenze in piazza Duomo, tra il 30 e il 31 dicembre, e con i contributi offerti da tanti sponsor. Ringrazio quanti hanno collaborato alla realizzazione del cartellone, istituzioni, privati, associazioni, artisti ma anche</em> <em>aziende come la Fce che nei prossimi due fine settimana prolungherà il servizio metro sino alle ore 24, che il 30 e 31 dicembre, invece sino alle 02.30, per favorire il deflusso di chi ha seguito i concerti fino tarda notte. Ma anche l’Amt, che garantirà le corse dei bus il 30 e 31 dicembre, sino alle ore 2,30; e la Sostare che non farà pagare la sosta notturna, il 30 e 31. La città può ripartire dal turismo</em> – sottolinea il sindaco – <em>che può contare su introiti della tassa di soggiorno che, anche grazie a controlli serrati, sono triplicati rispetto a due anni fa, sino a raggiungere la cifra di 2 milioni e 200 mila euro”</em>.</p>
<p>“<strong>La Città in festa</strong>” è lo slogan che accompagnerà la <strong>città di Catania</strong> durante il periodo di <strong>Natale</strong> e <strong>Capodanno</strong>.</p>
<p>Gli appuntamenti più importanti sono fissati per le notti del <strong>30 e 31 dicembre</strong>, con i concerti organizzati in <strong>Piazza Duomo</strong>!</p>
<p>Quali artisti si esibiranno?</p>
<p>Dall’<strong>Orchestra Casadei </strong>a <strong>Roy Paci</strong>, da <strong>Dj Fargetta</strong> a <strong>Max Gazzè</strong>: un parterre di ospiti d’eccezione per divertire e far divertire tutti i partecipanti al <strong>Capodanno 2020 a Catania</strong>!</p>
<p>La città di appresta a salutare il nuovo anno con spettacoli e concerti pirotecnici e voi? Come trascorrerete il <strong>Capodanno</strong>?</p>
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		<title>Quante calorie ha una pizza?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[reattiva]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2020 16:40:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quanti di voi si sono chiesti almeno una volta: “Quante calorie ha una pizza?” Non esiste una risposta assoluta a questa domanda, poiché sono diversi i<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quanti di
voi si sono chiesti almeno una volta: “<strong>Quante calorie ha una pizza</strong>?”</p>



<p>Non esiste
una risposta assoluta a questa domanda, poiché sono diversi i fattori che
incidono sull’<strong>apporto calorico </strong>di questo buonissimo prodotto.</p>



<p>Pensate – ad
esempio – all’<strong>impasto</strong>. Al giorno d’oggi le tipologie di <a href="https://pizzeriailborghetto.it/le-diverse-tipologie-di-impasti-per-pizza/">impasto per pizza</a> sono molteplici: <strong>farine integrali</strong>,
al <strong>kamut</strong>, <strong>senza glutine</strong>, ai <strong>5 cereali</strong>.</p>



<p>L’<strong>impasto
della pizza</strong>, però, non incide tanto sulla <strong>quantità di calorie</strong> quanto
il <strong>dosaggio</strong> dei diversi <strong>ingredienti</strong>. Un <strong>bravo pizzaiolo</strong> (e
<strong>il nostro lo è</strong>!) riesce a dosare perfettamente (e senza abusarne!) <strong>acqua</strong>,
<strong>sale</strong>, <strong>lievito</strong> e <strong>olio</strong> presenti proprio nell’<strong>impasto</strong>.</p>



<p>E
quindi, <strong>quante calorie ha una pizza</strong>?</p>



<p>Una <strong>pizza</strong>
può avere – in media – un peso di circa <strong>250/300 grammi</strong> e basta un
cucchiaio di olio in più per far lievitare l’<strong>apporto totale di calorie</strong>!</p>



<p>Una <strong>pizza margherita</strong>, ad esempio, apporta circa <strong>270 calorie ogni 100 grammi</strong>, una <strong>pizza al prosciutto</strong> 275 calorie ogni 100 grammi, una <strong>pizza capricciosa</strong> 320 calorie ogni 100 grammi.</p>



<p>Tra
le <strong>pizze</strong> “tradizionali” possiamo dirvi che <strong>la più calorica</strong> è la <strong>quattro
formaggi</strong> (330 calorie ogni 100 grammi); quella, invece, <strong>meno calorica </strong>è
la <strong>pizza marinara</strong> con 240 calorie ogni 100 grammi.</p>



<p>Naturalmente,
la <strong>quantità di calorie</strong> presente in una <strong>pizza</strong> può variare in base
alle diverse tipologie di <strong>farciture</strong>: dalle verdure grigliate alla
salsiccia, dalla mozzarella di bufala ai wurstel.</p>



<p>E <strong>le
nostre pizze</strong>?</p>



<p>Le <strong>pizze
</strong>della <strong>Pizzeria Borghetto S. Caterina</strong> sono preparate selezionando con
cura le materie prime, con <strong>impasto napoletano a lunga lievitazione</strong>
almeno 48 ore prima della sua ordinazione, sono condite con <strong>olio
extravergine di oliva di Ferla</strong> e sono disponibili anche con <strong>panetto integrale</strong>
<strong>di farine biologiche</strong> altamente digeribile!</p>



<p>Vi
aspettiamo in <strong>Viale XX Settembre 62</strong>, a <strong>Catania</strong>!</p>
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		<title>Giornata Mondiale della Pizza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[reattiva]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2020 10:53:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pizza ha conquistato il cuore e – soprattutto – il palato di tutto il pianeta. Con il trascorrere del tempo, la pizza è divenuta –<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>pizza</strong>
ha conquistato il <strong>cuore</strong> e – soprattutto – il <strong>palato</strong> di <strong>tutto
il pianeta</strong>.</p>



<p>Con il
trascorrere del tempo, la <strong>pizza</strong> è divenuta – di fatto – simbolo della
cucina semplice in grado di unire tutti, tanto da istituire una vera e propria <strong>Giornata
Mondiale della Pizza</strong>.</p>



<p>Ma non solo. La <strong>pizza</strong>, infatti, è anche divenuta <strong>patrimonio dell’UNESCO</strong> dal <strong>2017</strong>!</p>



<p>Quando e come sia nata la <strong>pizza</strong> non ci è dato saperlo, anche se le leggende narrano di una <strong>focaccia</strong> preparata con acqua e grano triturato – cotta dall’uomo primitivo su pareti in pietra rovente – e, successivamente, resa più soffice grazie alla scoperta della lievitazione per opera degli antichi Egizi.</p>



<p>È solo nell’<strong>Ottocento</strong>
che la <strong>pizza</strong> intraprende il percorso che la porterà – poi – a diventare
lo squisito <strong>prodotto nazionale</strong> che è oggi, con il primo incontro tra
farina impastata e lievitata ed il pomodoro.</p>



<p>Dove? A <strong>Napoli</strong>,
è chiaro!</p>



<p>E sapete
com’è descritta sulla <strong>Gazzetta Ufficiale</strong> dell’<strong>Unione Europea </strong>del
2008?</p>



<p>La <strong>vera pizza napoletana</strong> – secondo la Gazzetta Ufficiale – ha un <strong>diametro</strong> non superiore a 35 cm, il <strong>cornicione </strong>(bordo) rialzato tra 1 e 2 cm, <strong>consistenza morbida</strong> e deve essere farcita con:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>mozzarella di bufala DOP</strong>;</li><li><strong>Pomodori pelati</strong>;</li><li><strong>Olio extravergine d’oliva</strong>.</li></ul>



<p>Durante la preparazione – inoltre – il pizzaiolo deve <strong>girare e rigirare l’impasto</strong> fino ad ottenere un disco di pasta non superiore agli 0,4cm, facendo molta attenzione anche alla <strong>cottura</strong>, che deve avvenire in <strong>forno refrattario a legna</strong>, ad una temperatura che oscilla dai 420 ai 480 gradi.</p>



<p>Alla <a href="https://pizzeriailborghetto.it/la-qualita/">Pizzeria Borghetto S.
Caterina</a> – poi – non ci limitiamo a mettere insieme gli ingredienti.</p>



<p>Mettiamo <strong>passione ed attenzione</strong> nella costante <strong>ricerca della qualità</strong>, selezionando le migliori materie prime per la nostra <strong>pizza napoletana</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perchè festeggiare la Giornata Mondiale della Pizza</h2>



<p>E <strong>perchè
festeggiare la Giornata Mondiale della Pizza</strong> proprio il <strong>17 gennaio</strong>?</p>



<p>Dovete sapere che la <strong>ricorrenza</strong> viene celebrata per volontà dell’<a href="https://www.pizzanapoletana.org/it/">Associazione Verace Pizza Napoletana</a> che, in collaborazione con altre realtà del settore, si è battuta in favore del fiore all’occhiello della <strong>gastronomia italiana</strong>.</p>



<p>La scelta è ricaduta sul <strong>17 gennaio</strong> perché in tale data i <strong>pizzaioli napoletani</strong> chiudevano le loro attività per riunirsi ed accendere un fuoco in onore di <strong>Sant’Antonio Abate</strong>, il santo protettore – appunto – dei <strong>pizzaioli</strong>.</p>



<p>La <strong>pizza</strong>
– oggi – è la vera e propria <strong>regina della nostra cucina</strong>.</p>



<p>Basti pensare che nel <strong>2019</strong> – secondo un’indagine di <a href="https://www.eataly.net/it_it/">Eataly</a> – il <strong>60% degli italiani</strong> sceglie di mangiarla <strong>ogni settimana</strong> e il 15% più di una volta a settimana.</p>



<p>Insomma, sembra proprio che la <strong>Giornata Mondiale della Pizza</strong> sia la <strong>giusta ricorrenza</strong> per rinnovarle tutto il nostro <strong>amore</strong>!</p>
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		<title>Mozzarella di Bufala Campana DOP</title>
		<link>https://pizzeriailborghetto.it/alla-scoperta-della-mozzarella-di-bufala-campana-dop/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[reattiva]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 15:28:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla scoperta della Mozzarella di Bufala Campana DOP Se parliamo di pizza napoletana non possiamo fare a meno di pensare agli ingredienti, tra i quali regna<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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<h2 class="wp-block-heading">Alla scoperta della Mozzarella di Bufala Campana DOP</h2>



<p>Se parliamo di <strong>pizza napoletana</strong> non possiamo fare a meno di pensare agli <strong>ingredienti</strong>, tra i quali regna incontrastata la deliziosa <strong>mozzarella di bufala Campana DOP</strong>.</p>



<p>Sana e nutriente, la <strong>Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong> è un <strong>formaggio</strong> fresco a pasta filata, di colore bianco e dalla consistenza cremosa, prodotta esclusivamente con <strong>latte fresco di bufala</strong>.</p>



<p>Con elevate quantità di <strong>sostanze antiossidanti</strong>, fosforo e calcio, questo <strong>formaggio</strong> è considerato un vero e proprio <strong>concentrato di energia</strong>.</p>



<p>Oggi andiamo proprio <strong>alla scoperta</strong> <strong>delle</strong> <strong>origini</strong> e <strong>della</strong> <strong>produzione della Bufala Campana DOP</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le origini della Mozzarella di Bufala Campana DOP</h2>



<p>Le <strong>origini </strong>della <strong>mozzarella di bufala Campana DOP</strong> sono legate all’introduzione (nel X secolo) dei <strong>bufali </strong>in <strong>Italia</strong>, apprezzati dagli agricoltori per l&#8217;inarrestabile forza con la quale trainavano l’aratro in terreni paludosi.</p>



<p>Nel XXII secolo – invece – gli animali destinati alla produzione di latte per la <strong>preparazione del formaggio</strong> sono state, appunto, le <strong>bufale</strong>.</p>



<p>La <strong>Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong> trae le proprie <strong>origini </strong>dalle <strong>pianure dell’Italia centrale e meridionale</strong>.</p>



<p>Ogni foraggio di cui si nutrono gli animali proviene dalle aree locali e, in particolare, è proprio la connessione tra l’ambiente e l’abilita dei produttori a mettere in risalto <strong>gusto </strong>e <strong>qualità</strong> del <strong>formaggio</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP</h2>



<p>Le aziende agricole, per la <strong>produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong>, dispongono di circa <strong>60 ore</strong> tra il processo di mungitura e quello di caseificazione.</p>



<p>Dopo essere arrivato al caseificio, il <strong>latte</strong> viene acidificato con il siero derivante da <strong>bufal</strong>e allevate all’interno della stessa azienda agricola che ha fornito il latte o, in alternativa, da altre aziende del territorio circostante.</p>



<p>Quando la
temperatura del latte arriva a <strong>33-39°C</strong>, si aggiunge il caglio naturale
di vitello affinché possa coagulare.</p>



<p>La <strong>cagliata
</strong>viene poi mescolata con l’acqua bollente, fusa e ricompattata, donando
elasticità alla pasta. Successivamente, il casaro provvede a dare forma alla <strong>mozzarella</strong>
ed a tagliarla prima di immergerla in acqua fredda.</p>



<p>L’acqua fredda – dovete sapere – compatta ancora di più la <strong>mozzarella</strong>, formando una crosta sottile intorno.</p>



<p>Direttamente
sul luogo di produzione – infine – la <strong>Mozzarella di Bufala Campana DOP</strong>
viene messa in salamoia e salata prima del confezionamento.</p>



<p>Il <strong>liquido</strong>
che si forma, poi, intorno alla mozzarella ha <strong>funzione protettiva</strong> ed è
composto da un mix di acido e salamoia che contribuisce al suo sapore.</p>



<p>Scommettiamo che vi è già venuta voglia di <strong>mozzarella di bufala</strong>, vero?</p>



<p>Vi aspettiamo alla <strong>Pizzeria Borghetto S. Caterina</strong> per gustare la <strong>vera pizza napoletana con mozzarella di bufala campana DOP</strong> dal sapore autentico e inconfondibile. </p>
<p>The post <a href="https://pizzeriailborghetto.it/alla-scoperta-della-mozzarella-di-bufala-campana-dop/">Mozzarella di Bufala Campana DOP</a> appeared first on <a href="https://pizzeriailborghetto.it">Pizzeria Borghetto Santa Caterina</a>.</p>
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